giovedì 16 ottobre 2014

Rotolini di frittata agli spinaci con prosciutto e robiola

La ricetta che vi propongo oggi è di un antipasto fresco e soffice: i rotolini di frittata agli spinaci con prosciutto e robiola.



Questa ricetta l'ho trovata su "Il cucchiaio d'argento".

Gli ingredienti per circa 40 rotolini sono:

- 5 uova medie
- 300g di spinaci
- 200g di prosciutto cotto a fette
- 350g di robiola
- 1 cucchiaio di farina
- succo di limone
- sale
- pepe

Cuociamo gli spinaci in acqua bollente per 10', poi raffreddiamoli con abbondante acqua fredda e strizziamoli.
Dividiamo i tuorli dagli albumi e frulliamo i tuorli con gli spinaci, la farina, un pizzico di sale e di pepe.


A parte montiamo gli albumi a neve con poche gocce di limone, devono risultare sodi e compatti.


Incorporiamo gli albumi al composto di spinaci con una spatola morbida, cercando di non smontarli.


Travasiamo il composto in una teglia rettangolare di 40x30cm rivestita di carta da forno e livelliamolo con una spatola.


Inforniamo nel forno preriscaldato a 180°C per 10', dopodiché tiriamo fuori dal forno la frittata e lasciamola raffreddare completamente.


Mescoliamo la robiola con un cucchiaio di succo di limone e lavoriamola con una forchetta finché non risulta soffice e cremosa.
Tagliamo la frittata agli spinaci in due parti e spalmiamo ognuna con la robiola.


Adagiamo sopra il prosciutto cotto cercando di ricoprire tutti gli spazi.


Infine arrotoliamo le due metà partendo dal lato più corto e formando due rotoli ben stretti; avvolgiamo ognuno nella pellicola da cucina e arrotoliamo le estremità della pellicola come se fossero due caramelle.


Facciamo riposare i due rotoli in frigorifero per almeno un'ora, poi tagliamoli in fette spesse 1cm.


Volendo possiamo preparare i due rotoli la sera prima di servirli e farli riposare in frigorifero per tutta la notte prima di tagliarli e fettine.
Non amando il formaggio, non ho assaggiato i rotolini, ma vi posso garantire che hanno avuto un grande successo tra gli astanti.

Buona serata!

lunedì 13 ottobre 2014

Una mattina in distilleria con la famiglia Poli

Un paio di settimane fa io e Roberto abbiamo visitato un posto speciale: la distilleria Poli di Schiavon, vicino a Bassano del Grappa.


La prima parola che mi viene in mente se ripenso alla visita è passione.


La passione di Jacopo Poli, che ci ha accompagnati personalmente alla scoperta del processo produttivo che trasforma le vinacce in grappa, la passione di Alberto e Lorna, che tra un aneddoto di famiglia e una nozione tecnica hanno reso la visita piacevole e interessante, la passione che trasuda dal luogo stesso, dove ogni dettaglio è curato minuziosamente e nulla è lasciato al caso.



La distilleria Poli è antica, affonda le sue radici nel lontano 1898, ma all'interno si respira un'aria che coniuga tradizione e modernità (e un immancabile aroma di grappa).




Il colore caldo del rame degli impianti si intervalla con il colore del legno e con il rosso dei mattoni del fabbricato, creando un atmosfera accogliente e familiare.
Non sembra di essere in un impianto produttivo, ma ci si sente come a casa propria.


Un altro tocco di rosso lo da la moto Guzzi del padre di Jacopo, Toni, che ha dato il nome ad un aperitivo dal colore infuocato: l'Airone Rosso.



Sebbene sia rimasta affascinata dall'impianto produttivo, la parte della visita che più mi ha colpita si è svolta nei sotterranei.




Qui ci siamo dedicati agli assaggi: Cleopatra, Maria, Poli Barrique, Miele e Camomilla, ovviamente in piccole dosi, altrimenti non saremmo stati in grado di ritrovare l'uscita!



Infine, dopo un assaggio di Airone Rosso, abbiamo fatto quattro passi nel museo (se vi capita di visitarlo non perdetevi l'olfattometro che permette di annusare tutti gli aromi delle grappe restando perfettamente sobri).





Concludo il post con una bellissima foto fatta da Lorna Geremia, che ritrae l'allegra combriccola che ha preso parte alla visita in distilleria.


Non mi resta che ringraziare Jacopo Poli, Lorna e Alberto per la magnifica mattina che ci hanno regalato, e le colleghe bloggalline Lara e Ileana per la compagnia.

Buona serata!

giovedì 9 ottobre 2014

Zuppa d'orzo e zucchine

Ho un annuncio da fare: voglio il Natale!
Questo tempo che non è estate e non è autunno mi rende nervosa, se deve iniziare il freddo che lo faccia come si deve!
So che al primo vero freddo mi rimangerò tutto quanto ho scritto sopra, ma almeno per ora ne sono convinta.
Talmente convinta che la ricetta di oggi è perfetta per combattere il freddo: la zuppa d'orzo e zucchine.


Gli ingredienti per 2 persone sono:

- 250g di zuppa d'orzo Nuova Terra
- 1 zucchina
- 1/2 porro
- 1 dado vegetale
- olio
- pepe

Tagliamo il porro a fettine sottili e soffriggiamolo in una casseruola con poco olio.


Aggiungiamo la zuppa d'orzo, 1,5l d'acqua calda e il dado vegetale e lasciamo cuocere per 30' dal raggiungimento del bollore.


Quando mancano 15' alla fine della cottura, uniamo la zucchina tagliata a pezzetti.


A cottura ultimata aggiungiamo un filo d'olio e un pizzico di pepe.


Versiamo nei piatti aggiungendo più o meno brodo a seconda dei gusti.


Dopo questa ricetta gustosasalutare posso tornare a lamentarmi del clima.

Buona serata!

domenica 5 ottobre 2014

Si vendemmia!

Due domeniche fa ho partecipato alla prima festa della vendemmia della mia vita.
L'occasione si è presentata grazie alle Tenute Tomasella che hanno aperto le porte a me, a Roberto e tante altre foodblogger con le loro famiglie (bloggalline, of course) per permetterci di osservare più da vicino la produzione del vino, dalla raccolta dell'uva alla degustazione del prodotto finito.


La giornata è partita con la vendemmia vera e propria che ha visto come protagonisti tutti i bambini presenti.
Per prima cosa abbiamo fatto una bella passeggiata tra i filari di viti che ci hanno regalato un bellissimo mix di colori estivi e autunnali.




Arrivati a destinazione i bambini, armati di guantini e mini cesoie, si sono divertiti a riempire le cassette di uva.


Ma non è finita qui, perché dopo aver riportato indietro il carico a bordo di un trattore, hanno potuto schiacciare l'uva come una volta, ovvero saltando a pieni nudi sopra i grappoli appena raccolti.

Terminata la vendemmia, ci siamo dedicati alla degustazione guidata di tre vini bianchi sotto la guida di Loris Varnier.



Chi mi conosce sa che sono astemia, ma ho voluto comunque partecipare per imparare qualcosa di più e ho trovato la lezione decisamente interessante.
Ho avuto modo di sentire, ad esempio, cosa rende diverso un vino affinato in barrique, poi ho percepito la differenza tra le note floreali derivanti da fiori gialli e da fiori bianchi, insomma tanti piccoli dettagli che per una profana come me sono sempre passati inosservati.
I vini che abbiamo assaggiato sono il Rigole Brut, il Bianco di Rigole e il Le Bastìe Bianco.

Dopo la degustazione è giunto il momento del pranzo.
Abbiamo assaggiato un risotto al melone e un orzotto alle verdure e speck, poi abbiamo mangiato una gustosa tartare e della squisita carne grigliata preparata dalla "Macelleria Vicenzutto" di Fiume Veneto (per altro hanno condiviso con noi partecipanti la ricetta della tartare che presto proverò a rifare).



Infine ci siamo addolciti con dei golosi biscotti della pasticceria "In Piazza" di Orsago.


A pancia piena, siamo stati accompagnati da Paolo Tomasella a visitare gli impianti, passando in mezzo a moderni tini in acciaio e tradizionali botti in legno, scoprendo in dettaglio come avviene la magia che trasforma l'uva in vino.


A fine giornata ci siamo concessi qualche passo nel parco della tenuta, ricco di verde e angoli caratteristici.


Non poteva mancare una foto con tutte le bloggalline presenti, del resto questa giornata è stata un'ottima occasione per ritrovare tante compagne di avventure e per conoscerne dal vivo di nuove.


Non siamo bellissime?
Ringrazio Caterina Comingio delle Tenute Tomasella e Mara Caumo per la bellissima giornata, inoltre tutte le bloggalline presenti per aver reso la giornata speciale (Roberta, Elisa, Alessia, Michela, Elisabetta, Monica, Ombretta, Lara, Michela, Alessandra, Ileana).

Buona serata!

martedì 16 settembre 2014

Brownies al caffè e cioccolato

Due domeniche fa, in occasione di un pomeriggio tra amici, mi sono offerta volontaria per preparare un dolcetto per la merenda: i brownies al caffè e cioccolato.


I brownies sono perfetti per essere portati in giro, perché si possono sovrapporre senza problemi, non richiedono piatti o posate per essere mangiati e sono perfetti da condividere.
Per questa versione al caffè e cioccolato mi sono ispirata a una ricetta trovata sul libro  "Oggi cucino io - Dolci e biscotti", però ho sostituto le noci con le nocciole e ho fatto qualche piccola modifica qui e la.

Gli ingredienti per circa 24 brownies sono:

- 150g di farina 00
- 125g di burro
- 270g di zucchero di canna integrale
- 2 uova medie
- 150g di cioccolato fondente tritato
- 20g di nocciole tritate
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- 2 cucchiai di caffè espresso preparato con miscela Noble Puro Fairtrade Coffee
- 1 bacca di vaniglia
- 1 pizzico di sale

Mettiamo in una pentola il burro e lo zucchero e facciamo fondere a fiamma bassa, mescolando spesso.
Aggiungiamo il caffè e lasciamo raffreddare per 5'.



Poi uniamo le uova intere e i semi della bacca di vaniglia, mescolando giusto quanto basta a incorporare le uova.
Infine uniamo la farina, il lievito, il sale, il cioccolato e le nocciole e mescoliamo il tutto con la spatola fino ad ottenere un composto quanto più omogeneo possibile.



Trasferiamo l'impasto in una teglia rettangolare da 22x24cm precedentemente spennellata con il burro e infarinata.



Cuociamo i brownies nel forno preriscaldato a 180°C per circa 30', verificando la cottura con uno stecchino di legno (dopo la punzecchiatura deve risultare unto e privo di briciole).



Lasciamo raffreddare per almeno 10' ed estraiamo dalla teglia, dopodiché tagliamo in 24 pezzi rettangolari.



Il mix di caffè, cioccolato e nocciole è veramente super. Lo strato superficiale è fragrante, mentre il cioccolato forma una sorta di crema alla base che ben si sposa con il sapore del caffè.

A proposito di caffè, in questo caso ho usato un caffè davvero speciale: sto parlando del Puro Fairtrade Coffee.
Il caffè Puro, nato da un'idea di Miko, un'antica torrefazione belga, nasce e si sviluppa all'insegna della sostenibilità, con l'intento di salvaguardare la foresta pluviale, spesso minacciata dalla coltivazione indiscriminata dell'uomo.
Nulla viene lasciato al caso, dall'attenzione al piccolo agricoltore alla riciclabilità delle confezioni, il che mi ha colpita molto e mi ha convinto a provarlo.
Sebbene io non sia una grande patita di caffè, devo ammettere che dopo averlo preparato si è sprigionato un profumo formidabile per tutta la cucina.
Se volete saperne di più sulla stora di Puro Fairtrade Coffee cliccate QUI per vedere il video di presentazione.

Buona serata!